Aikido


 

AikiNoSu


 

 

 

Ritorno ad AikiNoSu

 

 

Gli esami non finiscono mai

 

www.aikido.be

 

Una iniziativa intelligente dei nostri colleghi dell’Association Francophone d’Aïkido del Belgio (una delle due sezioni linguistiche in cui è diviso l’Aikikai per rispettare la legge belga). Non si sono limitati a pubblicare il programma di esami, ma hanno anche spiegato per sommi capi quale era il sistema originale di attribuzione dei gradi in Giappone, oltre a ricordare, e non lo si fa mai abbastanza, a cosa dovrebbero servire, cosa dovrebbero rappresentare, i gradi. Complimenti a François Warlet, curatore del sito, e pubblichiamo la loro opera.

§

Storicamente, il sistema kyu-dan, come ora lo conosciamo, è nato alla fine del 19°secolo con il Kodokan, la scuola di Judo del Maestro Jigoro Kano. E stato ripreso in seguito dalle altre arti marziali e  si è veramente imposto col 20° secolo accompagnando la modernizzazione di alcune pratiche. Ha soppiantato gradualmente la graduazione tradizionale, che era chiamata sistema Menkyo.

In quest’epoca, i gradi rappresentavano l'espressione del riconoscimento ufficiale di un individuo in seno ad una scuola. Di fatto, i gradi Menkyo esprimevano soprattutto il grado di confidenza raggiunto dallo Shugyosha (praticante) di fronte ai suoi Maestri, ai suoi pari, alla sua scuola.

Nell’ordine, si era:

 

In rapporto a questi concetti, la nozione di «medaglie» sviluppata nei gradi attuali spiega anche in gran parte perché vengano male appresi, perché si lamentino disagi in numerose discipline in occasione degli esami, sia tra le giurie che tra i candidati (qualche volta succede anche per i gradi attribuiti in occasione del Kagami Biraki [1]).

 

Viviamo un’epoca in cui l'impazienza si confonde col dinamismo, la velocità con la precipitazione, e in cui si dimenticano spesso le malefatte, completamente e immediatamente. Peró non si puó perder di vista che la lunghezza e le difficoltà dell’apprendistato sono componenti comuni di ogni Budo, essenziali perché il loro studio apporti tutte le sue ricchezze in profondità.

 

La pratica marziale deve permettere di accettare il tempo nella sua realtà - lasciare tempo al tempo - e insegnare a lottare contro la cultura dell’immediato, cosí superficiale. Quando siamo agli inizi, è chiaro che abbiamo bisogno dei livelli intermedi per posizionarci. In seguito, lo spazio tra i dan si allunga come deve allungarsi la pazienza del praticante.

L'Aikido praticato el tempo libbero richiede diversi anni di apprendistato (quattro o cinque) prima di passare da kyudan[2] a shodan, che si traduce come “primo livello”; diventando shodan si diventa ... principiante titolare e tanto peggio per chi pensava  di diventare esperto. Ad ogni modo, che si tratti di un sistema di graduazione recente o del più tradizionale, nessuno ha potuti ancora fare a meno dell'intervento del giudizio umano. Tiriamo avanti e tanto meglio!

 

Quanto ai sistemi di votazione, si ha un bell’includere griglie, voti, barre e crocette multiple, questo resta e resterà un problema con tutte le caratteristiche d'un pozzo senza fondo.

 

§

 

 Dicono che non gli sia andata proprio giú, ma anche “lui” alla fine ha dovuto inchinarsi di fronte al potere dei pezzi di carta: l’attestato di Consulente in Budo della Università Kenkuoku in Manciuria, rilasciato a Ueshiba Morihei nel 1937.


 

[1] In Belgio il grado Kakami Biragi, attribuito in ricorrenza di questa festività giapponese che ricorre in gennaio, è l’equivalente dei gradi suisen attribuiti in italia.

[2] In Belgio e Francia non esiste l’esame di 6° kyu.