L’Aikikai d'Italia nasce nel 1970 grazie all’opera del maestro Hiroshi Tada, con lo scopo istituzionale di diffondere anche in Italia l'Aikido e la cultura tradizionale giapponese. Nel 1978, su proposta del Ministero dei Beni Culturali che ne riconosce gli alti valori educativi e morali di cui è portatrice, ottiene la qualifica di Ente Morale.

Il riconoscimento da parte dello Stato dell’attività di interesse pubblico svolta e l’erezione ad Ente Morale con i conseguenti obblighi giuridici, stimola l’associazione a superare la fase pionieristica.

Oggi l’Aikikai conta quasi 6000 soci, molti dei quali hanno ottenuto gradi yudansha riconosciuti e registrati dall'Hombu Dojo (il centro di diffusione dell’aikido a livello mondiale). Non pochi iscritti hanno continuato ed approfondito il percorso intrapreso nell’associazione, divenendo appassionati studiosi della lingua e della cultura giapponese.

L’organizzazione dell’associazione Aikikai d’Italia è capillarmente diffusa su tutto il territorio nazionale: in ogni regione sono presenti infatti diversi dojo (o palestre, ma il termine giapponese ha un significato più ampio) nei quali si insegna l’aikido.

L’associazione nel quadro delle sue attività accademiche programma annualmente numerosi raduni, di cui alcuni di rilievo internazionale, che prevedono oltre alla pratica dell’aikido interessanti lezioni di cultura e storia del Giappone e dell’Oriente. Tali incontri sono un’occasione di arricchimento non solo culturale ma umano, dando l’opportunità ai partecipanti di conoscere persone provenienti da ogni parte d’Italia e del mondo.

 

la pratica

La Storia     


Il primo tentativo di corso stabile di aikido in Italia risale alla fine degli anni 50, tenuto a Roma dalla Signorina Haru Onoda, che aveva  praticato l’Aikido presso l’Hombu Dojo svolgendovi anche mansioni di segretaria per il grande maestro Ueshiba Morihei, trasferitasi in Italia per ragioni di studio. Dopo una interruzione dovuta ai suoi impegni all'estero, il corso riprese presso la palestra di judo dei Monopoli di Stato in Roma, diretta da Danilo Chierchini, con la collaborazione anche di Motokage Kawamukai, allora giovanissimo Shodan, arrivato in Italia quasi per caso.

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International Aikido Federation

 
La IAF (International Aikido Federation) nasce nel 1976, dopo un giro esplorativo l'anno precedente da parte del doshu Kisshomaru Ueshiba, che iniziò presso il Dojo Centrale dell'Aikikai d'Italia in Roma. Sempre nello stesso anno a Tokyo si tiene il suo primo congresso e l'italiano Giorgio Veneri viene chiamato a far parte del Superior Council. L'intento della federazione è quello di raggruppare in un organismo sovranazionale le associazioni di Aikido dei diversi paesi.L'IAF accetta un solo gruppo rappresentante per ogni nazione e condizione necessaria per essere accettatt nella IAF è che il gruppo che ne fa richiesta sia già stato riconosciuto da parte dell'Honbu Dojo.
 

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Trattamento dei dati personali

  • FINALITA’ E MODALITA’ DEL TRATTAMENTO

I dati personali – identificativi, il cui rispettivo significato è stato illustrato al sottoscritto/a, eventualmente acquisiti anche presso terzi, saranno utilizzati, nel rispetto della normativa vigente e fermi gli obblighi di riservatezza e di segreto professionale, esclusivamente per finalità di informazione delle attività culturali e didattiche volte alla diffusione della cultura giapponese in generale e dell’Aikido in particolare, nonché per le esigenze sociali e per i relativi obblighi legali e fiscali nonché per le comunicazioni di carattere amministrativo. I dati suddetti saranno trattati tramite supporti cartacei e/o strumenti informatici.

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Organigramma

Come previsto dallo Statuto (art. 7), gli Organi dell'Associazione sono:

  • l'Assemblea dei Soci
  • il Consiglio Direttivo
  • il Presidente
  • il Collegio dei Revisori dei Conti
  • il Direttore Didattico
  • la Direzione Didattica

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